{"id":1064,"date":"2020-05-29T09:19:11","date_gmt":"2020-05-29T09:19:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.theatreoftarots.com\/?p=1064"},"modified":"2020-05-29T09:19:14","modified_gmt":"2020-05-29T09:19:14","slug":"turchia-portami-via-seconda-parte-la-cappadocia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/2020\/05\/29\/turchia-portami-via-seconda-parte-la-cappadocia\/","title":{"rendered":"Turchia portami via, seconda parte: la Cappadocia"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Turchia portami via, seconda\nparte: la Cappadocia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"mce_1\">Questo racconto di viaggio fa parte di<em> <a href=\"http:\/\/www.theatreoftarots.com\/2020\/03\/15\/storie-ad-un-metro-dal-palco\/\">Storie ad un metro &#8230;dal palco&nbsp;<\/a><\/em> e della rubrica <a href=\"http:\/\/www.theatreoftarots.com\/2020\/04\/08\/volare-via\/\"><em>Volare Via<\/em><\/a> <\/h6>\n\n\n\n<p style=\"font-size:26px\"><em>di<\/em><strong>&nbsp;Francesca Barzanti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Vorrei vivere viaggiando e viaggiare scrivendo\u2026<\/p><cite>Francesca Barzant<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Turchia: profumi, colori, spezie, tradizioni e magia! E chi se lo aspettava?! Un mondo da scoprire, che vi lascia senza fiato e vi si posa sul cuore! Ecco la secona parte del mio primo viaggio in Turchia nel 2010! Ricordo che lo scrissi appena tornata, tutto d\u2019un fiato, quasi come se avessi paura che qualcuno potesse portarmi via quegli splendidi ricordi!  <\/p><cite>Francesca Barzanti<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Turchia portami via, seconda\nparte: la Cappadocia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Viaggiatori\nmatti e disperatissimi, amanti dell\u2019imprevisto, della fuga, della voglia di\nvolare e lasciare tutto qua senza pensare, bene, io che sono esattamente come\nvoi, oggi continuo a raccontarvi del mio sogno di mezza estate in Turchia da\ndove davvero non volevo pi\u00f9 andare via!<\/p>\n\n\n\n<p>B\u00e8h\neravamo rimasti alle cartoline sucche delle agenzie di viaggio e ad io che,\nfinalmente, a bordo di un traghetto che guarda il Bosforo al tramonto e di un\ntreno notturno che attraversa la Turchia, ci stavo andando\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>La\nstrada per i luoghi belli non \u00e8 mai facile e cos\u00ec mi ricordo che mentre di\nnotte cercavo invano di prendere sonno sull\u2019Istanbul-Ankara, che so ancora a\nmemoria tutte le stazioni che ci sono nel mezzo, pensavo che questa Cappadocia\ndeve essere un posto bellissimo ma ancora non sospettavo che se la si unisce al\nlago salato fra Ankara e Goreme allora la Cappadocia diventa davvero unica!<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec perch\u00e9\nnon lo sapevo, e forse nemmeno la Lonely Planet, ma fra Ankara e Urgup, in\nCappadocia, c\u2019\u00e8 un enorme deserto di sale che poi \u00e8 un lago, che per\u00f2 ha il\nfondo solo di sale bianco, che brilla e sembra voler toccare il sole.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nquando siamo scesi dal pullman per vedere il lago, abbiamo trovato il sale\nbianco, infinito, che cancellava l\u2019orizzonte e diventava tutt\u2019uno con la luce\ndel sole. <\/p>\n\n\n\n<p>E\nnon vedevamo pi\u00f9 nulla, ed era caldo ma non ce ne accorgevamo e proseguivamo\nseguendo la luce del sole e del sale verso l\u2019orizzonte che non esisteva pi\u00f9!<\/p>\n\n\n\n<p>E\nquando siamo risaliti sul pullman sembravano venuti dalla Luna. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi\nsiamo arrivati ad Urgup che era sera ma la Cappadocia ci aveva gi\u00e0 colpito con\nle sue vallate bianche di pietre e le sue mini-citt\u00e0 aggrovigliate, e si stava\nproprio bene ed era caldo secco il giorno e freddo bello la sera.<\/p>\n\n\n\n<p>E\npoi l\u2019abbiamo esplorata la Cappadocia, che la guida turca che parla inglese\nsaltellando ci ha detto che si chiama \u201cCappadokia\u201d, su e gi\u00f9 fra vallate\ninfinite bianche tinteggiate di chiese rupestri, nascoste dentro i camini delle\nfate, con le finestre di cielo e le scalette buie ed attorcigliate, che se sali\ne le segui sempre pi\u00f9 su e non hai paura allora sbuchi dove il cielo ti sembra\ndavvero di toccarlo!<\/p>\n\n\n\n<p>E il\nmondo come lo abbiamo sempre visto non esisteva pi\u00f9, e la terra era un panorama\ndi piccole casette attorcigliate, e l\u2019orizzonte erano i camini delle fate ed i\nvicini di casa erano i cammelli con le selle colorate, ed io da la non volevo\npi\u00f9 andare via, mai pi\u00f9!<\/p>\n\n\n\n<p>E il\ngiorno abbiamo corso lungo le vallate e seguito i fiumi con le pietre che\ngalleggiano ed i ristoranti con le sedie dentro l\u2019acqua, le api contente ed i\ntappeti turchi sul legno che colorano le sponde. <\/p>\n\n\n\n<p>E le\nnotti laggi\u00f9 in Cappadocia dormivo davvero, dormivo tutto il sonno che avevo,\nsenza pensieri, senza sogni, perch\u00e9 nel sogno ci ero gi\u00e0 la mattina, quando mi\nsvegliavo ad Urgup, nel paradiso, in Turchia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Turchia portami via, seconda parte: la Cappadocia Questo racconto di viaggio fa parte di Storie ad un metro &#8230;dal palco&nbsp; 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