{"id":780,"date":"2020-03-22T13:45:47","date_gmt":"2020-03-22T13:45:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.theatreoftarots.com\/?p=780"},"modified":"2020-03-22T13:59:31","modified_gmt":"2020-03-22T13:59:31","slug":"la-scatola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/2020\/03\/22\/la-scatola\/","title":{"rendered":"La scatola"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La scatola<\/h2>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"mce_0\"><em> Questo racconto fa parte di <a href=\"http:\/\/www.theatreoftarots.com\/2020\/03\/15\/storie-ad-un-metro-dal-palco\/\">Storie ad un metro &#8230;dal palco<\/a><\/em><\/h6>\n\n\n\n<p style=\"font-size:26px\"><em>di<\/em> <strong>Claudio Guidi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Su di me non ho molto da dire: porto un paio di anelli e non mi pettino.<\/p><cite>Claudio Guidi<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Questo racconto \u00e8 nato attorno all&#8217;idea di mistero che \u00e8 qualcosa che si pu\u00f2 tramandare e grazie al quale \u00e8 sempre possibile cambiare<\/p><cite>Claudio Guidi<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La scatola<\/h2>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Prese la scatola con entrambe le mani, a cucchiaio. Il vecchio lo guardava con uno sguardo sereno e tranquillo. Stava ricevendo un regalo importante, gli diceva. Un regalo che, nel momento del bisogno avrebbe potuto rivelargli la giusta decisione da prendere, la giusta scelta al momento giusto. \u201cMa ricordati che potrai aprirla una volta sola, una volta soltanto, poi il suo potere svanir\u00e0 e si dissolver\u00e0 per sempre\u201d.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.theatreoftarots.com\/tot\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/09_lermite.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-782\" width=\"296\" height=\"556\" srcset=\"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/tot\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/09_lermite.jpg 427w, https:\/\/www.theatreoftarots.com\/tot\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/09_lermite-160x300.jpg 160w\" sizes=\"auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Le parole del vecchio Sebastiano gli echeggiarono nel cuore e nella testa mentre lo vedeva rimpicciolirsi dal finestrino posteriore dell\u2019auto che lentamente si allontanava dalle ultime vacanze della sua infanzia. Non avrebbe pi\u00f9 rivisto il vecchio Sebastiano dopo quel giorno d\u2019estate. Ripose quella scatola nel cassetto pi\u00f9 importante della sua scrivania, il primo a partire dall\u2019alto. Quello dove teneva le cose sue pi\u00f9 preziose. Di tanto in tanto, incuriosito, di sera, prima di andare a letto, la prendeva e la guardava da tutti i lati. Cercava di indovinare quello che potesse nascondersi al suo interno ma nulla, non sentiva nulla di particolare. Fece cos\u00ec per un po\u2019 di tempo, poi se ne dimentic\u00f2.<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Ben presto i primi amori iniziarono a bussare veementi alle sue porte e le prime sfide di virilit\u00e0 lo misero alla prova nei giardini sconsolati della scuola. Baci, cazzotti, carezze e sigarette. Mai era stato cos\u00ec sicuro di s\u00e9 e mai gli sarebbe venuto in mente che assecondare il suo amico Vito nel tentativo di rubare dalla cassa della rosticceria a fianco del comune fosse un errore. Lo vennero a prendere i carabinieri la notte stessa, sua madre piangeva a dirotto, suo padre era su tutte le furie. Per quella cosa non gli rivolse la parola per ben due anni di fila. Non una parola, per due anni, davvero. Ma non fu quell\u2019evento a farlo cambiare. Nonostante tutto continu\u00f2 a frequentare Vito per diverso tempo, per diverse notti, per diversi episodi. E cos\u00ec ancora fughe, risate ed alcool. Anche una pistola, una volta, di sfuggita, senza toccarla, solo guardarla. Si fece inghiottire da un circolo vizioso senza vie di uscita. Gli eventi chiamavano altri eventi ed ogni volta una piccola esagerazione spostava il punto di equilibrio pericolosamente verso l\u2019abisso. Solo una notte, esausto ed annoiato, mentre Vito gli passava una mazza da baseball per frantumare la vetrina della signora Dora, si vide riflesso nel vetro. In controluce rispetto le scarpe esposte in bella mostra, incroci\u00f2 per un momento i propri occhi come non aveva mai fatto prima e mentre l\u2019amico gli diceva \u201cSpacca tutto!\u201d, lui si ricord\u00f2 della scatola del vecchio Sebastiano. Un lampo gli squarci\u00f2 il telo nero su cui era appesa la sua mente. Lasci\u00f2 cadere la mazza vicino, e senza mai pi\u00f9 guardare Vito, senza salutarlo se ne torn\u00f2 a casa. Nel primo cassetto, la scatola. La osserv\u00f2 con cura. Come nei giorni dopo il rientro da quelle vacanze. Non si ricord\u00f2 mai quanto tempo rimase ad osservarla. Si addorment\u00f2 senza aprirla.<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Se la port\u00f2 con s\u00e9 quando decise di andarsene da casa. Gli studi universitari lo portarono lontano, prima a Milano poi a Berlino ed infine a New York. Percorse le vie del pensiero razionale come si corre una finale olimpica dei cento metri. La sua mente, come una caravella in mezzo alle tempeste dell\u2019oceano, solc\u00f2 dubbi furibondi per arrivare alla terra promessa della conoscenza e sconfiggere il buio della ragione. Condusse esperimenti che mai nessuno aveva fatto prima sul cervello e sui suoi meccanismi. Ebbe intuizioni sublimi e ne trasse fama, gloria e successo. Visit\u00f2 i posti pi\u00f9 meravigliosi creati dall\u2019uomo e raggiunse tutto ci\u00f2 che aveva sempre desiderato. La vetta. Fu in un giorno di primavera, quando il sole aveva appena passato il punto pi\u00f9 alto del cielo che, in riva al lago vicino a casa sua, mentre osservava un petalo di ciliegio galleggiare, rivide s\u00e9 stesso, e pianse. Pianse perch\u00e9 si accorse che ancora non sapeva nulla. Nulla.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Torn\u00f2 a casa quando raggi rossastri del tramonto trapelavano dalla finestra del soggiorno. Si diresse verso il vecchio mobile di antiquariato che aveva acquistato qualche anno prima in un sobborgo della citt\u00e0. Apr\u00ec lo sportello ed in fondo, dietro a qualche bicchiere di vetro colorato, vide la scatola del vecchio Sebastiano. Allung\u00f2 la mano per aprirla, ma pochi centimetri prima di sentirne la superficie sui polpastrelli, ritir\u00f2 di scatto il braccio, chiuse lo sportello, prese il telefono e rassegn\u00f2 le sue dimissioni. Il giorno dopo raccolse le sue cose, i suoi soldi, ed acquist\u00f2 un biglietto di sola andata per il sud america.<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Visit\u00f2 decine di paesi, in alcuni rimase pochi giorni, in altri si ferm\u00f2 anni. Conobbe l\u2019amore, conobbe Jasmine. Si perse nei suoi occhi e nei velluti dei suoi seni. Smise di rincorrere i capelli di altre, ma piant\u00f2 semi e speranze. Ebbe dei figli che allev\u00f2 con grande gioia. Impar\u00f2 a donare ci\u00f2 che sapeva invece che usarlo per quello che voleva. Ed infine impar\u00f2 ad accettare tutto l\u2019amore che riceveva. Per la prima volta nella sua vita ebbe esperienza di quella che in tanti, senza sapere nulla di essa, chiamavano gioia.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Quando Jasmine mor\u00ec, il dolore lo attravers\u00f2 come una spada affilata affetta il cuore. Pianse acqua e disperse le sue grida al vento. Si rese conto in quel momento che tutto dipendeva da lei. Tutto. Rimase anni nella solitudine triste delle sue stanze vuote. Per fortuna l\u2019amore che aveva maturato nei suoi anni insieme a Jasmine gli permise di rimanere in vita anche se la notte, solo, invocava la morte per poterla raggiungere.&nbsp; Altri si presero cura di lui.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.theatreoftarots.com\/tot\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/fortune.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-783\" width=\"330\" height=\"632\" srcset=\"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/tot\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/fortune.jpg 236w, https:\/\/www.theatreoftarots.com\/tot\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/fortune-157x300.jpg 157w\" sizes=\"auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Fu in un giorno di fine estate che un bambino, spiritoso e vibrante, si ferm\u00f2 a guardarlo dal recinto che divideva la strada dal giardino. Il fanciullo lo guardava mentre spento si lasciava dondolare su una sedia vecchia e malconcia.\u00a0 \u201cChi sei?\u201d gli chiese il bimbo. Lasci\u00f2 che quella domanda si addensasse davanti a lui come fa il fumo della pipa quando la accendi. Si accorse che non sapeva cosa rispondere. Chi era lui infine? Non sapeva davvero cosa rispondere ma in quel momento gli venne in mente una cosa alla quale non pensava pi\u00f9 da tanto tempo. Senza una parola si alz\u00f2 dalla sedia e rientr\u00f2 in casa. Scese le scale che portavano alla cantina ed una volta giunto nel sottosuolo prese uno scatolone che stava tra la porta ed un vecchio armadio rotto. Lo apr\u00ec e rovist\u00f2 tra decine di strati geologici della sua vita fino a ritrovarla, la scatola di Sebastiano. La guard\u00f2 commosso, sorrise e portandola con s\u00e9 ritorn\u00f2 al piano superiore. Appoggi\u00f2 la scatola ancora chiusa al centro del tavolo del soggiorno e l\u00ec la lasci\u00f2 in bella mostra, affinch\u00e9 tutti la potessero vedere.\u00a0<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">La serenit\u00e0 torn\u00f2 a colorare il suo viso e da quel momento in poi la vecchiaia gli si present\u00f2 come un vassoio di cioccolatini. Il vecchio Pietro lo chiamavano, e lui ricambiava con una buona parola per tutti. Sapeva regalare sguardi d&#8217;affetto e con le sue dita nodose riusciva ad indicare il cielo e le montagne come se fosse stato lui ad averle colorate. I bambini del paese ascoltavano le sue storie ridendo e pensando. Gli erano talmente grati che nemmeno lo sapevano.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Una sera d\u2019estate, lo stesso bambino che qualche anno prima gli fece quella domanda dal recinto di casa sua, gli chiese della scatola che stava nel tavolo del suo salotto. Lui lo fiss\u00f2 negli occhi e l\u00ec, tra i riflessi verdi delle sue giovani iridi si vide riflesso ed in quel momento cap\u00ec che era giunto il momento. Fece uscire il fanciullo dalla stanza per rimanere solo con lei. La osserv\u00f2 da una breve distanza, appoggiata sopra un pizzo di cotone, sempre al centro del tavolo. Il sole entrava basso dalle finestre e come pennelli di luce, i suoi raggi si appoggiavano sulla superficie di legno che la sosteneva. Si avvicin\u00f2. La prese in mano come se fosse uscita dal primo cassetto della sua scrivania. Per la prima volta la annus\u00f2. Sapeva di cose consumate. Sapeva di legno. Prov\u00f2 a sbirciare dalla sua apertura. La gir\u00f2. La volt\u00f2. Poi, appoggiata sul palmo della mano sinistra, con il pollice e l\u2019indice ruot\u00f2 il coperchio e l\u2019apr\u00ec.<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Era vuota. Senza alcun segno particolare, senza decorazioni o disegni nelle pareti interne. Vuota. Era sempre stata vuota.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Sorrise e guard\u00f2 fuori dalla finestra. \u201cGrazie Sebastiano\u201d disse con un filo di voce. \u201cGrazie\u201d. Richiuse la scatola ed usc\u00ec fuori. Il bambino lo aspettava seduto in giardino. Quando vide che il vecchio Pietro portava con s\u00e9 la scatola che stava sul tavolo del soggiorno fece un balzo in avanti e si diresse subito verso di lui.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Prese la scatola con entrambe le mani, a cucchiaio. Il vecchio lo guardava con uno sguardo sereno e tranquillo. Stava ricevendo un regalo importante, gli diceva. Un regalo che, nel momento del bisogno avrebbe potuto rivelargli la giusta decisione da prendere, la giusta scelta al momento giusto. \u201cMa ricordati che potrai aprirla una volta sola, una volta soltanto, poi il suo potere svanir\u00e0 e si dissolver\u00e0 per sempre\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo racconto \u00e8 di Claudio Guidi che ha gentilmente concesso a Theatre of Tarots di pubblicarlo sui propri canali di comunicazione.<\/p>\n\n\n<p><a rel=\"license\" href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/4.0\/\"><img decoding=\"async\" alt=\"Licenza Creative Commons\" style=\"border-width:0\" src=\"https:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-nc-nd\/4.0\/88x31.png\"><\/a><br \/>Quest&#8217;opera \u00e8 distribuita con Licenza <a rel=\"license\" href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/4.0\/\">Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Non opere derivate 4.0 Internazionale<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scatola Questo racconto fa parte di Storie ad un metro &#8230;dal palco di Claudio Guidi Su di me non &hellip; <span class=\"more-button\"><a href=\"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/2020\/03\/22\/la-scatola\/\" class=\"more-link\">Continue Reading<span class=\"screen-reader-text\">La scatola<\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":786,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-780","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storieadunmetro"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.0","language":"en","enabled_languages":["it","en"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/780","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=780"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/780\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":787,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/780\/revisions\/787"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/786"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}