{"id":813,"date":"2020-04-01T08:29:34","date_gmt":"2020-04-01T08:29:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.theatreoftarots.com\/?p=813"},"modified":"2020-04-01T09:28:15","modified_gmt":"2020-04-01T09:28:15","slug":"il-funambolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/2020\/04\/01\/il-funambolo\/","title":{"rendered":"Il Funambolo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Funambolo<\/h2>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\" id=\"mce_0\"><em>Questo racconto fa parte di <a href=\"http:\/\/www.theatreoftarots.com\/2020\/03\/15\/storie-ad-un-metro-dal-palco\/\">Storie ad un metro &#8230;dal palco\ufeff<\/a><\/em><\/h6>\n\n\n\n<p style=\"font-size:26px\"><em>di<\/em> <strong>Manuel Mazzara<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Ho una convinzione forte, forse folle, che se i miei  scritti letterari e quelli scientifici fossero trovati tra cento anni, i  posteri si domanderebbero per quale motivo  \u201cquesto ispirato poeta degli anni duemila perdesse tempo con lavori  scientici di mediocre livello\u201d<\/p><cite>Manuel Mazzara<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Il racconto \u00e8 nato in fronte al  mare. All\u2019epoca mi venne l\u2019idea di combinare un incipit lirico che  respirai proprio a Cesenatico con una continuazione  in prosa. Spero di aver imbottigliato alcune emozioni di quel momento  cosicch\u00e8 le si possa stappare e respirare ancora a tempo indefinito.<\/p><cite>Manuel Mazzara<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Funambolo<\/h2>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"> Resto seduto con il mare in silenzio<br> Avanzo tra le linee sottili che nessuno ricorda<br> Scomposta l\u2019immagine tua prende forma<br>Mosaico della reminiscenza<\/p>\n\n\n\n<p> Resto seduto con il mare in silenzio<br> Avanzo tra le linee sottili che nessuno ricorda<br> Scomposta l\u2019immagine tua prende forma  Mosaico della reminiscenza<\/p>\n\n\n\n<p>Non dormire. Adesso strisceresti lungo la riva di  quel perduto mare che sono i sogni. Non entreresti mai davvero dentro,  poggeresti un piede, poggeresti l\u2019altro, una mano stringerebbe un pugno  d\u2019acqua, che andrebbe via. Poi torneresti indietro &#8211; sulla terra &#8211;  bagnato di quei sapori salmastri ma non ancora sazio di tutto quel mare,  di tutta quell\u2019acqua, di quello scherzo cos\u00ec grande da avere un mondo  avanti e non potersi dissetare nemmeno un minuto. Ardere dentro al mare,  come il desiderio di vedere e non avere, di udire e non capire. Non  dormire. <br><\/p>\n\n\n\n<p>Non dormire. Adesso sono i venti a sbattere le serrande ed \u00e8 la pioggia a  tenerti sveglio, sono i ricordi, la paura, il rimpianto a lasciarti sul  filo. Se ogni notte fosse un sonno, il giorno che viene sarebbe un  nulla. Chi mai \u00e8 mai rimasto sveglio alla vigilia di un giorno di noia,  di un ordinario passaggio del calendario? Non possiamo che vivere il  tempo passato sulla corda, il resto \u00e8 solo una strisciante attesa, \u00e8  solo un penoso andirivieni di solleticanti inutilit\u00e0. Un guardare dietro  un sipario senza attori, un attimo perduto dentro la follia  dell\u2019ordinario, un cenno incompreso del destino &#8211; o della casualit\u00e0 &#8211;  mentre sgraniamo il rosario della nostra esistenza parola dopo parola,  gesto dopo gesto, pensiero dopo pensiero. <br><\/p>\n\n\n\n<p>Se avessimo sempre un\u2019assenza, un desiderio \u2013 forse una speranza \u2013 e se  avessimo sempre la forza per colmare quell\u2019assenza, soddisfare quel  desiderio (e forse coltivare quella speranza) allora potemmo camminare  davvero su quel filo sospeso, cos\u00ec sottile, cos\u00ec apparentemente fragile &#8211;  che se poi sia fragile davvero nessuno lo ha mai saputo. Muoveremmo un  passo dopo l\u2019altro, stringendo l\u2019asta come solo il funambolo sa fare.  Non troppo a destra, non troppo a sinistra e poi via veloci a bilanciare  il passo con oculati movimenti, con destrezza infinita. Se sapessimo  muovere quei passi \u2013 che sono la nostra vera vita \u2013 e riuscissimo a  maneggiare quell\u2019asta cos\u00ec importante e cos\u00ec dimenticata che \u00e8 il  pensiero, o che forse \u00e8 l\u2019amore (non sono forse la stessa cosa?), allora  ci vedrebbero penzolare lass\u00f9, su quel filo, senza rete. Ci  chiamerebbero pazzi &#8211; non ho dubbi &#8211; ma almeno saremmo vivi. Saremmo  vivi perch\u00e9 ogni istante non sarebbe l\u2019attesa di qualcosa che non verr\u00e0  mai, sarebbe una nuova possibilit\u00e0 per cambiare tutto. Ogni passo  significherebbe cadere o rimanere sul filo. Ed ogni passo sarebbe di per  s\u00e9 un obiettivo, una firma posta su un contratto incerto col destino (o  con quelle leggi dell\u2019universo cos\u00ec difficili da comprendere che, per  quanto arcane, dovranno pur essere scritte). <br><\/p>\n\n\n\n<p>Adesso, mentre questa pioggia sottile tratteggia un cielo ormai morto ed  il vento ne fracassa i poveri scheletri , mentre la terra crepata ne  ingoia gli avari regali &#8211; proprio adesso &#8211; ho deciso. Salir\u00f2 in solaio e  sar\u00e0 quella vecchia borsa a farsi trovare. Non dovr\u00f2 cercare molto e  lei si lascer\u00e0 gi\u00e0 accarezzare. Le mie mani morbide ed ansiose  estrarranno barattoli, astucci, tubetti, e quel naso di gomma. La  trasformazione sar\u00e0 immediata ed indolore. Poi salir\u00f2, senza rete. E  penzolando lass\u00f9 guarder\u00f2 le case lontane, con tutte le luci. E per ogni  finestra ed ogni uscio mi inventer\u00f2 una storia, un universo esclusivo  solo per loro. E poi rider\u00f2 ed un passo dietro l\u2019altro tremer\u00f2, avr\u00f2  paura. Un passo dietro l\u2019altro firmer\u00f2 il mio contratto con il destino. <br><\/p>\n\n\n\n<p>Adesso voglio rimanere quass\u00f9, lasciatemi perdere, ho ancora troppe favole da inventare.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo racconto \u00e8 di Manuel Mazzara che ha gentilmente concesso a Theatre of Tarots di pubblicarlo sui propri canali di comunicazione.<\/p>\n\n\n<p><a rel=\"license\" href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/4.0\/\"><img decoding=\"async\" alt=\"Licenza Creative Commons\" style=\"border-width:0\" src=\"https:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-nc-nd\/4.0\/88x31.png\"><\/a><br \/>Quest&#8217;opera \u00e8 distribuita con Licenza <a rel=\"license\" href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/4.0\/\">Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Non opere derivate 4.0 Internazionale<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Funambolo Questo racconto fa parte di Storie ad un metro &#8230;dal palco\ufeff di Manuel Mazzara Ho una convinzione forte, &hellip; <span class=\"more-button\"><a href=\"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/2020\/04\/01\/il-funambolo\/\" class=\"more-link\">Continue Reading<span class=\"screen-reader-text\">Il Funambolo<\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":816,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-813","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storieadunmetro"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.0","language":"en","enabled_languages":["it","en"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/813","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=813"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/813\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":817,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/813\/revisions\/817"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=813"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=813"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.theatreoftarots.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=813"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}