In ricordo di mio nonno Achille

Questo racconto fa parte di Storie ad un metro …dal palco

di Massimo Missiroli

Sono un esperto di didattica dell’immagine e per diversi anni sono stato consulente per progetti di educazione all’immagine per scuole e comuni. Ho lavorato molto all’estero ed ho collaborato con numerosi editori tra cui Disney Press (USA), Eurodisney Resort (Paris), White Heat (USA), Intervisual Books(USA), Van Der Meer (Olanda), Compass Productions (USA), Orchard Books (UK). Ho creato e pubblicato diversi libri, molti dei quali hanno ricevuto premi e riconoscimenti.

Massimo Missiroli

Il testo è stato scritto per i Quaderni di Andersen (la rivista sull’editoria per ragazzi). Fu chiesto a una cinquantina di autori di libri per bambini e ragazzi di scrivere qualcosa sui propri nonni. Il titolo del quaderno “I miei nonni”

Massimo Missiroli

In ricordo di mio nonno Achille

Mio nonno è stato il primo antifascista forlivese ucciso dai fascisti l’11 novembre 1921 da una squadraccia di camicie nere venute da fuori città (per non farsi riconoscere come molto spesso succedeva prima della marcia su Roma). Gli aggressori irruppero nella Casa del popolo di Malmissole e lo pugnalarono al petto. Mio nonno Achille faceva il mediatore di bestiame e girava nei mercati della Romagna per cui riconobbe un fascista che per non essere denunciato lo ferì a morte.

Quando ero piccolo me lo raccontavano così. Alto e un po’ arcigno, con folti baffi neri che si stagliavano nel viso come le sopracciglia arruffate.
Lavori ne aveva fatti tanti; un po’ contadino, un po’ muratore, un po’ in Italia, un po’ in Germania, ma per poco perché si era sposato e cinque figli erano una bella famiglia che non voleva più abbandonare.
Era felice quando la sera tornava e trovava quegli occhini che lo accoglievano mentre entrava in casa.
Al più piccolo, che aveva solo due anni, forse dedicava più attenzione tanto che gli altri erano anche un po’ gelosi, soprattutto la figlia che, purtroppo, per colpa della mentalità diffusa, era un po’ trascurata, non certo perché il bene per i figli fosse diverso, ma perché gli uomini dovevano conservare una certa ruvidezza che non si conciliava con la dolcezza dell’educazione femminile.
E quella volta che aveva comprato una berretta rossa per il figlio e, dopo averlo preso a cavalcioni, al bimbo, che pronunciava a malapena qualche sillaba, aveva insegnato di rispondere: “Sono un ciocialista”.
Faceva il contadino quando lo chiamavano per la mietitura, e poi il manovale nei cantieri come muratore.
Ogni tanto faceva il mediatore di bestiame perché conosceva molte persone nel suo paese e tutti si fidavano di lui.
E poi la sera, ogni tanto, nel Circolo, a parlare, discutere, giocare per poi tornare a casa e raccontare alla moglie tutto quello che aveva sentito.
Aveva delle idee e non aveva paura di esporle, sia nel Circolo che in casa.
E la domenica accompagnava a messa la famiglia e la aspettava fuori dalla chiesa; e poi le feste nelle aie dei contadini, le pedalate fino alla piazza, e poi…. la “Not dì bèc”, l’11 novembre del 21 quando un gruppo di camicie nere irruppe nella Casa del Popolo di Malmissole.
Vivevano in una stanza sopra lo stesso circolo di Malmissole e mia nonna senti il trambusto senza immaginare cosa stava succedendo.
Rimase vedova e visse in povertà con cinque figli aiutata dai contadini di Malmissole fino a che i più grandi trovarono un lavoro. Mio padre aveva 2 anni quando mio nonno è morto.

Non so di più di quello che ho scritto. Sono le uniche cose tramandate in famiglia. Di questo assassinio si è parlato sempre poco.
Io ho saputo la storia da mio cugino quando avevo diciotto anni.

Qualcuno lo ha voluto martire.

Nel ricordo dei suoi cari, e per me, rimane una persona che ha vissuto in coerenza con le sue idee

Oggi è il 25 Aprile e in Italia si festeggia la Liberazione.

2 Replies to “In ricordo di mio nonno Achille”

  1. Giancarlo Pennuti says:

    Molto toccante il racconto. Bello anche il riferimento a cose e vissuti del tempo.
    È nel ricordo e nella memoria che le persone continuano a vivere con noi. Buon 25 Aprile a tutti. Grazie a chi ha sacrificato la vita per la nostra libertà.

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  2. Alberto says:

    Le Storie fanno la Storia. Non dimentichiamoli.

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