Procida… l’isola di Arturo

Questo racconto di viaggio fa parte di Storie ad un metro …dal palco  e della rubrica Volare Via

di Francesca Barzanti

Vorrei vivere viaggiando e viaggiare scrivendo…

Francesca Barzanti

Con questo racconto spero di regalarvi una cartolina di acqua marina e colori, per ricordarvi che appena usicrete il sole è la che vi aspetta!

Francesca Barzanti

Procida.. l’isola di Arturo

Oggi vi parlo della cartolina di vacanza dove ho vissuto per 4 giorni, la cartolina di magia, colori e mare che si chiama Procida: l’isola di Arturo, l’isola del postino Troisi, l’isola dei pescatori di asterischi, l’isola amica di Capri ed Ischia ma che con loro non ci centra mica, l’isola dei limoni dove il tempo si è fermato a 50 anni fa a fare un bagno e non se ne è più ripartito.

Arriviamo col traghetto da Napoli e da lì tutti vanno a Ischia o Capri che ci sono i vip, e le spiagge yeah, e sono meglio, che Procida cos’è? ci dicono loro ignoranti! Ma chille stann inguaiati, pensiamo noi, che noi lo sappiamo cos’è Procida che Mimmo che ci fa da guida è di Napoli è già ci è stato, e di fianco a noi si siede pure Emiliano che è un “marinaiovero”, è tutto abbronzato da “marinaiovero”, vive a Procida da sempre come un “marinaiovero” e lì ha pure un bel ristorante di pesce.

Scendiamo sull’isoletta di Arturo che tutto è di casette bianche, rosse, blu, prendiamo la stradina che sale dal porto al centro dell’isola e le piante di limoni mega grandi ci accompagnano; poi prendiamo il pulmino che fa giùsusugiù e ci facciamo lasciare alla Casa San Giovanni da Procida dove ci aspetta Basilio nel suo agriturismo colorato immerso nella natura, dove mentre fai colazione se vuoi prendi un arancio dalla pianta, giochi coi gatti, e dici che le lingue di Procida alla crema sono mega sucche.

E poi si va in spiaggia e per arrivarci si salgono e scendono le stradine di limoni e casette, si passano le piazzette di negozi batik, si chiacchera con tutti i vecchietti isolani che mi dicono che sono un poco friccicariella, e poi si arriva alla spiaggia vicino casa con la sabbia color tufo, o alla spiaggia del Postino dove l’acqua è come la piscina, o alla chiaianella che ha vicino l’isola col ponte mentre cantiamo a squarciagola “sarà bello bellissimo travolgente lasciarsi vivere totalmente dolce dolcissimo e sconveniente coi bei peccati succede sempre.

E allora io dico che voglio pisellare con un pescatore di asterischi e Mimmo dice che lo dobbiamo cercare che c’è sicuro, che lì è il posto giusto.

E il pomeriggio tardo ce ne andiamo in un borghettino piccino tutto bianco e rosa che già lo vedi da lontano, e camminiamo sul porticciolo di barchette e ci fermiamo su una spiaggetta e lì eccolo che arriva finalmente, col cappello di paglia e i remi e la pelle abbronzata, il mio pescatore di asterischi! Lo fisso da lontano che pulisce la sua barca bianca e blu e poi prende il largo, e lo fotografo, e sto proprio inguaiata che chille dev’esse uno bello quaglione

E poi la sera quando il cielo si spegne nel mare noi andiamo a cena da Mariano a mangiare il pesce mega succo, frutti di mare, pesce spada e pesce bandiera e intanto guardiamo il mare che continua a spuntare dappertutto, in ogni scorcio, da ogni finestra, sotto ogni balcone, fra i limoni, sotto le stelle, e davanti alle casette bianche e colorate.

E ci sembra di vivere in un quadro estivo, o in una commedia all’italiana in bianco e nero, o nel film Mediterraneo, e quando camminiamo cantiamo, e la sera prima di dormire scriviamo una storia, e la mattina saltelliamo per gli scorci di sogno parlando alla gente, e io urlo sto accisa che non so bene che vuol dire ma tutti ridono.

…e quando dobbiamo tornare al nord il tempo è volato e non vogliamo più uscire dalla cartolina di sogno dove abbiamo vissuto, ed io voglio sposarmelo il mio pescatore di asterischi e vivere a Procida col mare per sempre…

Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua.

Elsa Morante “L’isola di Arturo”

One Reply to “Procida… l’isola di Arturo”

  1. Mirka says:

    Un racconto friccicariello di una viaggiatrice friccicariella. Brava Francesca!

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